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Affiliata a: F.I.S.S. (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica) - E.F.S. (European Federation of Sexology) - W.A.S. (World Association for Sexual Health)
Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata
A.I.S.P.A.

Presidente prof. Willy Pasini

 

L’attività fisica migliora la funzione erettile

 

La disfunzione erettile si contende insieme all’eiaculazione precoce, il titolo della disfunzione sessuale maschile più comune. Essa è definita come l'incapacità di raggiungere o mantenere un'erezione del pene al fine di permettere un'attività sessuale soddisfacente. Spesso il DE causato da patologie organiche è maggiormente diffuso in uomini dopo i 50 – 60 anni, fascia di età in cui il sesso potrebbe ancora essere parte della vita di coppia. Il De ha un impatto negativo sulla qualità della vita e sul benessere individuale e di coppia ed è ulteriormente associato ad ansia e depressione.

Tra le principali cause di disfunzione erettile è da annoverare la disfunzione arteriosa, che rientra tra le malattie cardiovascolari più comuni. Pertanto il DE potrebbe essere in genere collegato a una serie di fattori di rischio a loro volta specifici per i disturbi cardiaci: inattività fisica, obesità, ipertensione e sindrome metabolica. L'attività fisica ha dimostrato di essere un fattore protettivo contro i problemi erettili e ha dimostrato di migliorare la funzione erettile per uomini affetti da DE vascolare. Questa revisione sistematica ha stimato i livelli di PA necessari per ridurre il DE. Questa revisione sistematica condotta da Helle Gerbild et al. pubblicata sul Journal of Sexual Medicine nel 2018  ha stimato i livelli di PA necessari per ridurre la disfunzione erettile negli uomini che presentano inattività fisica, obesità, ipertensione, sindrome metabolica e / o manifestano malattie cardiovascolari. In accordo con le linee guida esistenti, è stata effettuata una revisione sistematica degli articoli di ricerca che studiano specificatamente l’attività fisica come possibile trattamento di DE. Tutti gli studi disponibili dal 2006 al 2016 sono stati controllati per analizzare i livelli di attività fisica necessari per ridurre il DE. Nello specifico, sono dieci gli articoli che soddisfano i criteri di inclusione, e ognuno di essi suggerisce i vari livelli di attività fisica necessari per ridurre tale deficit in uomini con rilevanti fattori di rischio. Pertanto a seguito dell’analisi delle ricerche, risulta che l’impegno fisico necessario al fine di ridurre la disfunzione erettile dovrebbe prevedere delle sessioni di esercizio aerobico di intensità da moderata a vigorosa della durata di quaranta minuti quattro volte a settimana. Complessivamente, l’ esercizio settimanale sarebbe di 160  minuti per sei mesi continuativi. Secondo la review ciò comporterebbe una riduzione dei sintomi nei soggetti che presentano DE causato da inattività fisica, obesità, ipertensione, sindrome metabolica e / o malattie cardiovascolari.

COMMENTO

I benefici dell’attività fisica sulla sessualità erano già stati dimostrati e trattati in un articolo precedente. Ciò che fa la differenza in questo caso è che si parla proprio di una possibile soluzione terapeutica. È vero che la farmacologia ci ha regalato la famosa pillola blu e i suoi derivati ma non dobbiamo dimenticare che spesso ci sono dei margini di trattamento all’interno dei quali è possibile agire in maniera più “naturale”. Con la medicina moderna ci siamo abituati troppo bene alla pasticca che ci risolve i problemi: poco impegno, zero fatica, risultato assicurato. Non sempre però è possibile assumere il farmaco e in particolare proprio i farmaci per il DE, e pertanto è necessario oltre che doveroso sensibilizzare il paziente ad un sano stile di vita. Ciò dovrebbe essere a prescindere dalla necessità di curare una patologia e più che puntare all’attività fisica come terapia, si dovrebbe sottolineare la necessità del moto regolare, di una sana alimentazione, di una vita equilibrata come prevenzione. I sanitari dovrebbero per primi ricordarsi che il corpo ha un grandioso potere di autoguarigione, basta rispettarlo e mantenerlo in salute.

Federica Casnici

Psicologa
Sessuologa clinica