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Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata
A.I.S.P.A.

Presidente prof. Willy Pasini

Gli effetti della distrazione erotica

 

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Gli effetti della distrazione erotica

Quante volte capita di essere deconcentrati durante il sesso? E quanto incide sulla nostra vita erotica? Anderson e Hamilton hanno approfondito la questione con una ricerca pubblicata nel 2015 sul Journal of Sex Research, al fine di individuare quale sia il sistema più accurato per misurare il livello di distrazione durante uno stimolo erotico comparando tre differenti metodi: un test scritto, un test visivo e un questionario auto- compilato e valutare l’esistenza o meno di differenze di genere nella correlazione tra il livello di attenzione a uno stimolo erotico e la distrazione cognitiva. La ricerca, condotta presso la Mount Allison University (Canada), ha visto partecipare 29 uomini e 38 donne di età compresa tra i 18 e i 36 anni. La variazione dell’eccitazione sessuale è stata misurata grazie al pletismografo, inserito in vagina e posto intorno al pene per monitorare l’aumento della circolazione sanguigna e un “eccitatometro”che doveva essere gestito direttamente dai partecipanti essendo costituito da una leva manuale posta lungo una barra suddivisa in nove livelli dove “0” indicava assenza di eccitazione sessuale e “9” intensa eccitazione sessuale. Preventivamente sono state raccolte informazioni demografiche e sanitarie, valutato il livello generale di eccitazione e  lubrificazione nelle donne tramite l’Indice di funzione sessuale femminile (FSFI),   misurato il funzionamento erettile nell’uomo con l’Indice internazionale di funzione erettile (IIEF) e stimato il livello di attenzione con l’ Adult ADHD Self - Report Scale. A ciascun soggetto sono stati fatti visionare due filmati, da dodici minuti ciascuno, così suddivisi: un minuto con la sola scritta relax sullo schermo, tre minuti di un video neutrale e otto minuti di un filmato erotico di una coppia eterosessuale intenta a fare petting, sesso orale e ad avere un rapporto completo. Durante la visione dei filmati erotici i partecipanti dovevano ripetere in un microfono delle frasi suggerite tramite un auricolare (distrazione di basso livello), successivamente ripeterle ed enunciarle al contrario (distrazione di alto livello)e al contempo alzare la leva dell’“eccitatometro” qual’ora l’eccitazione sessuale aumentasse. Successivamente sono stati somministrati tre questionari retrospettivi per misurare il livello di distrazione valutando il più adatto allo scopo: un test visivo, un test scritto e un questionario auto- compilato. Il test visivo era costituito da venti  immagini presentate sul display per due secondi ciascuna: dieci del video erotico visionato e dieci recuperate da sequenze tagliate, con la richiesta di indicare quali immagini appartenessero ai video guardati. Il test scritto, invece, era costituito da tredici domande a risposte multiple per valutare l’attenzione ai dettagli presenti nei  filmati. Il terzo metodo, il questionario autocompilato, era costituito da una scala Likert da 1 (per niente distratto) a 10 (molto distratto) e presentava due sole domande: 1. Quanto eri distratto durante la proiezione del video erotico? 2. Quanto è stato difficile mantenere la concentrazione durante il video erotico?

Dai risultati è emerso che il miglior criterio di valutazione della distrazione a discapito di stimoli erotici è il test scritto, seguito a stretto giro dal questionario auto- compilato, e che non esistono differenze di genere a livello di distrazione cognitiva nei metodi di indagine, rendendo pertanto validi all’utilizzo i suddetti. Prendendo in considerazione le misurazioni dell’eccitazione è stata confermata l’aspettativa che un alto livello di distrazione corrisponda ad un basso livello di eccitazione genitale e viceversa, mentre l’eccitazione mentale sembra subire di meno le interferenze ed essere più costante. Inaspettatamente è stata rilevata una differenza di genere nella correlazione tra i risultati del questionario scritto e l’eccitazione genitale e mentale: per gli uomini positiva, per le donne negativa. Il risultato potrebbe essere stato falsato dal malfunzionamento del pletismografo femminile, come specificato dagli stessi ricercatori nell’articolo, e dall’alto livello di disattenzione ( o inibizione?) mostrato durante l’esecuzione dell’esperimento, tant’è che diverse donne hanno usato solo saltuariamente l’eccitatometro, se non addirittura per niente, limitando in tal modo l’apporto di dati importanti. Nei casi in cui questo è stato utilizzato, sia nei maschi che nelle femmine, è risultato essere un elemento di interferenza per l’eccitazione genitale.

Commento

La distrazione dagli stimoli erotici durante un rapporto sessuale è una tra le principali cause di disfunzioni sia nell’uomo che nella donna: riuscire a trovare un metodo efficace per misurare il livello di distrazione è molto importante per capire quali soggetti potrebbero essere predisposti e in che misura. Già Masters e Johnson (1970) sottolinearono come i fattori distraenti , siano essi rumori, ambienti poco confortevoli, odori, preoccupazioni o pensieri, non solo erano causa di difficoltà sessuali ma spesso arrivavano addirittura a determinare disturbi del desiderio e dell’orgasmo. Il problema è molto diffuso, tant’è che in una ricerca Purdon e Holdway scoprirono che il 92% dei partecipanti aveva avuto pensieri anti– erotici durante i precedenti rapporti sessuali. Mentre i pensieri anti – erotici rappresentano un grosso fattore inibente, pensieri positivi, libidinosi e fantasie sessuali possono essere usati proprio per aumentare l’eccitazione sessuale e rendere più appagante il coito. La presente ricerca conferma quindi gli studi passati, convalidando gli effetti deleteri di fattori disturbanti sull’eccitazione genitale maschile e femminile. È da sottolineare però che il contesto sperimentale è ben lontano dalle situazioni quotidiane con le quali una persona si ritrova ad avere a che fare: mentre in questo caso lo stimolo disturbante era uditivo ed esecutivo, nella vita di tutti i giorni ci troviamo a far fronte a pensieri intrusivi che facciamo fatica a scacciare dalla mente: lavoro, figli, immagine corporea, ansie e paure legate alla sessualità e che possono essere molto più potenti e inibitori.

Federica Casnici

 

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