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Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata
A.I.S.P.A.

Presidente prof. Willy Pasini

Contraccezione e desiderio sessuale

 

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Contraccezione e desiderio sessuale

Nel 2016 su “The journal of sexual medicine” è uscito un articolo che propone un approccio diverso all’analisi del rapporto tra contraccezione ormonale e desiderio sessuale.

Le autrici Mark e Leistner decidono di esplicitare già nel titolo i due elementi di innovazione concettuale: “Impact of Contraceptive Type on Sexual Desire of Women and Men Partnered to Contraceptive Users”, ovvero differenziare l’analisi per tipo di contraccettivo e contestualizzare i risultati in una prospettiva relazionale di coppia.

L’impatto del metodo contraccettivo sul desiderio sessuale della donna e del suo partner viene valutato attraverso due studi separati, il primo riguarda la sfera individuale, indipendentemente dalla durata della relazione; il secondo studio si muove in una dimensione di coppia eterosessuale a lungo termine.

Di seguito le variabili utilizzate per formalizzare l’innovativo approccio teorico e metodologico all’analisi della questione scientifica,

tipo di contraccettivo: orale combinato (pillola), altri contraccettivi ormonali (anello, cerotto), contraccettivo non ormonale (preservativo, diaframma, IUD);

soddisfazione relazionale di coppia, misurata attraverso il test  “Global Measure of Relationship Satisfaction”;

soddisfazione sessuale di coppia, misurata attraverso il test “Global Measure of Sexual Satisfaction”;

desiderio sessuale individuale e di coppia, femminile e maschile, indagato attraverso “The Sexual Desire Inventory”.

Il campione studiato e reclutato attraverso piattaforme on line è simile per entrambi gli studi: i partecipanti hanno in media 32 anni, vivono una relazione eterosessuale da circa 8-9 anni e utilizzano un metodo contraccettivo; sono sposati monogami, conviventi e hanno figli; sono di razza bianca, atei, in buona salute fisica e mentale e sono laureati.

Ed ecco i risultati: il tipo di contraccettivo condiziona sicuramente il desiderio sessuale femminile individuale e di coppia, ovvero donne che utilizzano un contraccettivo non ormonale hanno dimostrato avere un maggiore desiderio sessuale individuale. Quelle che assumono metodi contraccettivi ormonali invece riportano un significativo aumento del desiderio sessuale in coppia. Emerge anche che il metodo contraccettivo non ha impatto sul desiderio sessuale del partner. Entrambi gli studi però dimostrano chiaramente che sono i fattori contestuali, come la durata nel tempo della relazione e l’età, ad influenzare prevalentemente il desiderio sessuale nella dimensione relazionale di coppia.

Commento:

Lo scopo principale dell’uso di un metodo contraccettivo è prevenire una gravidanza indesiderata. Se da una parte i contraccettivi ormonali possono alleviare il dolore mestruale, il sanguinamento abbondante o irregolare e alcuni sono terapeutici per acne ed irsutismo, dall’altra sono stati associati anche ad alcuni effetti indesiderati che riguardano la sfera sessuale come la riduzione dell’intensità dell’eccitazione, del desiderio e della frequenza dei rapporti, motivo per cui spesso vengono utilizzati in modo discontinuo.

Alcuni degli studi condotti in proposito hanno dato risultati inconsistenti e addirittura in alcuni casi contrastanti, probabilmente perché nell’analisi non sono stati chiaramente differenziati i metodi contraccettivi utilizzati (per tipo, composizione, dosaggio a cui ogni donna può essere più o meno sensibile) e non sono stati presi in considerazione i meccanismi relazionali e sociali che, insieme all’aspetto biologico, fondano ed alimentano la funzione sessuale.

Lo studio in questione cerca di superare i limiti sopra citati, ma nonostante queste premesse le conclusioni della ricerca risultano apparentemente banali: nella scelta di utilizzare un metodo contraccettivo per vivere più serenamente la sessualità è insito un aspetto relazionale, ed è piuttosto ovvio che la coppia longeva abbia sviluppato strategie resilienti di incastro che le permettano di sopravvivere alle potenti spinte individualistiche dei singoli (…figuriamoci al metodo contraccettivo!), il che è probabilmente più facile in un contesto sociale privilegiato come quello del campione esaminato dallo studio in questione.

Ciò che non è ovvio, e per questo primum movens di numerose consultazioni sessuologiche, è che ci sia un parallelismo tra il vissuto sessuale individuale e quello di coppia proprio perché quest’ultimo è inserito in una dimensione relazionale complessa alimentata da fattori contestuali. Uno di questi è l’effetto sul o sulla partner del proprio comportamento che può essere a sua volta influenzato  da eventuali farmaci assunti, come la contraccezione ormonale nel caso specifico.

Forse che l’inibizione della fisiologica oscillazione ormonale femminile, e conseguentemente dell’ovulazione, indotta dal contraccettivo ormonale sia il presupposto biologico di una relazione duratura? Lo escludo, per lo meno nei confini di una visione così circoscritta.

Piuttosto da questo studio è possibile cogliere alcuni spunti procedurali sulla prescrizione del contraccettivo: sarebbe opportuno inserire in anamnesi alcune domande riguardanti le caratteristiche della sessualità individuale e di coppia, indagare le caratteristiche della relazione, ed eventualmente anticipare verbalmente i potenziali effetti sulla sfera sessuale in modo da prevenire un drop out della paziente, o ancora peggio della coppia.

Chiaralba Risuglia

Ginecologa – Consulente sessuale

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