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Affiliata a: F.I.S.S. (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica) - E.F.S. (European Federation of Sexology) - W.A.S. (World Association for Sexual Health)
Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata
A.I.S.P.A.

Presidente prof. Willy Pasini

Con chi, quando e perché si fa sesso orale?

 

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Con chi, quando e perché si fa sesso orale?

Con chi, quando, ma soprattutto perché si fa sesso orale? Si riceve, si dà o entrambe le cose? Nonostante il sesso orale sia tra le forme di interazione sessuale più diffuse, ben poco si sa di questa pratica. È proprio per cercare di colmare questa lacuna che Vannier e O’Sullivan hanno condotto una ricerca pubblicata nel 2012 su J Youth Adolescence con lo scopo di esaminare le peculiarità del sesso orale tra giovani adulti tramite un questionario on line che ha raccolto i dati di 431 canadesi (309 femmine e 122 maschi) di età compresa tra 18 e 24 anni. Per prima cosa sono stati chiesti ai partecipanti i propri dati anagrafici, compreso lo status della loro relazione, e successivamente sono stati indagati i seguenti ambiti: 1. storia sessuale: numero di partners sessuali, primo rapporto vaginale, numero di rapporti completi e orali nei precedenti trenta giorni; 2. Ultimo rapporto orale: quando, con chi (maschio/femmina), tipo di relazione con il partner, esperienza di rapporti orali precedenti con lo stesso partner etc.; 3. Motivazioni per fare del sesso orale attraverso la compilazione di una versione rivisitata per l’occasione della “YSex?Scale” ; 4. Motivazioni fisiche: piacere, desiderabilità, riduzione dello stress; 5. Raggiungimento di un certo obiettivo: essere popolare nel gruppo dei pari, fare ingelosire qualcuno, etc..; 6. Cause emotive: amore ed espressione di sentimenti; 7. Cause legate all’insicurezza: per aumentare autostima, sensi di colpa, etc.

Dai dati è emerso che, come già si sapeva da ricerche precedenti, la fellatio è più diffusa rispetto al cunnilingus, (90% contro 46) e che è raro che la donna riceva sesso orale senza poi farlo al partner, mentre di contro è comune il contrario. I risultati descrivono le donne come maggiormente propense a fornire sesso orale e gli uomini più propensi a riceverlo, un allineamento perfetto. La presenza preponderante della fellatio potrebbe essere legata al fatto che la donna si sente più desiderabile nel momento in cui dà piacere al proprio partner che nel riceverlo, probabilmente a causa di una percezione negativa dei propri genitali data dalla presenza di peli pubici o odori sgradevoli. I dati emersi sono in linea con la Sexual Script Theory (Simon and Gagnon 1984, 1987, 2003) secondo la quale fornire sesso orale è percepito come un’esperienza di sottomissione e quindi maggiormente vicina al ruolo che la donna gioca all’interno del rapporto, mentre riceverlo è associato ad un ruolo sessuale dominante, quello maschile appunto. 

I ricercatori hanno ottenuto conferma di altre due ipotesi sostenute e cioè che i motivi fisici e sentimentali sono le principali ragioni per le quali una persona ricerca il sesso orale, mentre perseguire un obiettivo non puramente sessuale (es. vantarsi nel gruppo dei pari),  è risultato essere l’ultima delle cause, anche in caso di rapporti sessuali completi. Infatti i partecipanti alla ricerca hanno segnalato che si sentono predisposti al sesso orale in quanto percepiscono un forte desiderio sessuale e attrazione verso il proprio partner, oltre ad una accresciuta voglia di condivisione emotiva. Le motivazioni fisiche sono risultate essere maggiormente presenti negli uomini, in particolar modo nei casi di rapporti completi. Di contro, come da previsione, le donne manifestano maggiori componenti emotive. Ciò non significa che queste siano le uniche motivazioni a giocare un ruolo significativo: riduzione della tensione, eccitazione ed espressione di sé, piacere fisico, sono elementi altrettanto importanti.

Il progetto di ricerca presenta delle limitazioni, ammesse dagli stessi autori: per prima cosa il campione potrebbe non essere rappresentativo, essendo stato un questionario veicolato e pubblicizzato esclusivamente tramite web; in secondo luogo la maggioranza dei partecipanti ha una relazione stabile, e ben poco si è scoperto sul sesso orale tra partners casuali. Le ricerche future dovranno pertanto valutare di indagare quest’ultima area, in aggiunta alle interazioni sessuali tra partners dello stesso sesso, di età e culture diverse.

COMMENTO

Il sesso orale gioca un ruolo fondamentale nello svolgimento dell’atto sessuale, non solo come fonte di piacere ma soprattutto come strumento di conoscenza del proprio corpo e di quello dell’altro. Nonostante sia parte integrante della vita sessuale di ognuno di noi, le informazioni a riguardo sono esigue e, soprattutto, discutibili. La ricerca sopra descritta, ad esempio, rappresenta solo una parte della realtà, in quanto il target è costituito principalmente da soggetti impegnati in una relazione fissa ed era inevitabile che dai dati sarebbe emerso che questa pratica risulta essere maggiormente presente tra partners stabili. In realtà il sesso orale è molto diffuso anche in caso di rapporti sessuali occasionali, in quanto consente di provare piacere e raggiungere l’orgasmo senza però essere coinvolti in un rapporto sessuale completo con un partner appena conosciuto o comunque non usuale. Sarebbe necessario avere a disposizione dati derivanti da una ricerca equilibrata e altamente rappresentativa, nella quale ci sia anche una proporzione nel genere dei partecipanti, a differenza di quella presa in considerazione dove la differenza tra femmine e maschi è abissale: 309 donne contro 122 uomini. Un dato che sarebbe utile rivedere è quello legato al cunnilingus, presente solo nel 46% dei casi, contro il 90 della fellatio. Ma è realmente così? Considerando il nuovo ruolo sessuale della donna, più emancipata, aperta e che persegue il proprio diritto a provare piacere e a richiederlo, è difficile pensare che le femmine a cui viene praticato sesso orale siano la metà rispetto agli uomini a cui viene praticata la fellatio. Questo dato è infatti in contrasto con una ricerca del 2011 di Bay - Cheng e Fava pubblicata sul Journal of Sex Research, secondo la quale le giovani donne gradiscono il cunnilingus tanto quanto i loro partners sessuali. C’è da chiedersi allora il perché di un tale dato: per prima cosa si ritorna al problema del target non rappresentativo, e sarebbe stato interessante capire attraverso quali siti e pagine web sia stato pubblicizzato il questionario e di conseguenza che tipologie di persone sono state raggiunte, secondariamente non è da escludere una possibile resistenza femminile a confessare (nonostante l’anonimato del test) di richiedere e provare piacere grazie al sesso orale. Le nuove donne sono sì più disinibite ma non dimentichiamoci che per alcune di esse ammettere di godere grazie alla stimolazione orale dei propri genitali rimane ancora un tabù.

Federica Casnici

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