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Affiliata a: F.I.S.S. (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica) - E.F.S. (European Federation of Sexology) - W.A.S. (World Association for Sexual Health)
Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata
A.I.S.P.A.

Presidente prof. Willy Pasini

 

Sessualità e gioia di vita nella terza età

 

La ricerca si sta sempre più orientando nell’approfondire la tematica dell’invecchiamento, visto l’allungamento dell’età media di uomini e donne in tutto il mondo. Essa è riuscita a dimostrare come il benessere soggettivo porti ad una serie di esiti favorevoli negli anziani, tra cui la ridotta mortalità. A tal guisa, il benessere soggettivo è stato identificato come una strategia importante per la promozione della salute pubblica nel 2006 da varie politiche governative e organizzative. Per capire come potremmo effettivamente promuovere il benessere nella terza età (e oltre…), è importante identificare e comprendere i suoi correlati. Una vasta gamma di fattori è stata associata al benessere in età avanzata, compresa la promozione e il mantenimento di abilità di vita "non cognitive" come persistenza e coscienza, supporto sociale e interazione con gli amici, religione e spiritualità, un migliore stato di mobilità e una buona salute sessuale. Diversi studi hanno suggerito che a frequenti rapporti sessuali (due volte al mese), è associata una serie di benefici psicofisiologici, una migliore qualità della vita e della salute mentale, una maggiore variabilità della frequenza cardiaca e minor rischio di alcuni tumori ed eventi coronarici fatali. È importante notare che, sebbene la frequenza sessuale e l'attività stessa diminuisce con l'avanzare dell'età, gli anziani non sono asessuati e possono presentare ancora interesse sessuale. 
Lo scopo del presente studio di Lee Smith et alt, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine (2019)  è quello di indagare possibili associazioni tra attività sessuale, problemi e preoccupazioni e benessere sperimentato in un campione di popolazione anziana. Nello specifico i dati sono stati tratti dallo Studio Longitudinale Inglese di Invecchiamento (ELSA), iniziato nel 2002 e al quale sta partecipando una fetta di popolazione anglosassone (> 50 anni all’epoca della partenza dello studio) per un totale di 3.045 uomini e 3.834 donne. In questa analisi trasversale dello studio il comportamento sessuale, i problemi e le preoccupazioni sono state valutate tramite un questionario compilato automaticamente. Le covariate includevano l'età, lo status sociale, lo stato socioeconomico, fumo, assunzione di alcol, malattia di vecchia data e sintomi depressivi.
La gioia della vita è stata valutata con la sottoscala del piacere del CASP-19 (Controllo, Autonomia, Autorealizzazione e Piacere), a misura precedentemente convalidata e sviluppata appositamente per valutare la qualità della vita nella vecchiaia. Questo strumento è stato usato per valutare la relazione tra benessere soggettivo e mortalità nell’ELSA. Dai risultati è emerso che da questo campione rappresentativo della popolazione senior inglese l’attività sessuale e sentirsi emotivamente vicini al partner durante l’atto sono associati ad una maggiore gioia della vita sia negli uomini che nelle donne; di contro uomini che hanno avuto problemi sessuali o che hanno avuto preoccupazioni per la loro vita intima hanno costantemente riportato livelli più bassi di piacere della vita e anche alcune associazioni a tal proposito sono state osservate nel campione femminile. Questi risultati hanno importanti implicazioni per la salute, oltre che per i professionisti e gli operatori sanitari che si occupano di terza età, evidenziando la necessità di riconoscere che gli anziani non sono asessuati e che una vita sessuale senza problemi in questa popolazione è correlata al miglioramento generale del benessere. 

COMMENTO
La popolazione mondiale ha visto un progressivo allungamento della prospettiva di vita, aprendo nuovi scenari di studio e medicali impensabili fino a qualche decennio fa: fra tutti, il cercare di capire come aiutare questa grande fetta di popolazione ad invecchiare nel migliore dei modi. Non è possibile, ovviamente, tralasciare l’aspetto sessuale. I nostri anziani sono tendenzialmente in buona salute, proattivi e con il desiderio di mantenersi il più a lungo possibile, spesso anche da quel punto di vista. E così, come è necessaria un’educazione sessuale per i più giovani (e mai come ora direi…) è altrettanto importante accompagnare i senior alla scoperta di una sessualità sana e compatibile con il periodo di vita che stanno vivendo. Il corpo dell’uomo e della donna subisce profondi cambiamenti, viene meno (soprattutto per le donne) la capacità riproduttiva, vi è un drastico calo della produzione ormonale con tutte le conseguenze fisiche e psicologiche del caso. Pertanto l’anziano va aiutato, nel mantenersi in salute e sollecitando così un comportamento proattivo verso la vita. E mai come in questa fascia di età si può vedere quanto una buona sessualità sia un vero toccasana per anima e corpo. 

Federica Casnici

Psicologa  -  Sessuologa clinica