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Affiliata a: F.I.S.S. (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica) - E.F.S. (European Federation of Sexology) - W.A.S. (World Association for Sexual Health)
Associazione Italiana Sessuologia Psicologia Applicata
A.I.S.P.A.

Presidente prof. Willy Pasini

 

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Le misure del pene

<<Il mio pene sarà normale?>> Quale uomo non si è posto almeno una volta nella vita questa domanda? Quali sono le misure giuste di un pene? Ma siamo sicuri che ci siano misure giuste e altre no? D. Veale, S. Miles, S. Bramley, G. Muir e J. Hodsoll dell’Istituto di Psichiatria del King’s College di Londra nella loro ricerca, pubblicata nel 2014 sul British Journal of Urology International, hanno creato due nomogrammi, uno per la lunghezza e l’altro per la circonferenza peniena per descrivere ed analizzare la variabilità anatomica del membro maschile, misurando con metodi scientifici e standardizzati i genitali di 15.521 soggetti di varia età e di diversa appartenenza razziale. Alla ricerca hanno partecipato soggetti maschili di età superiore ai 17 anni e di varia estrazione sociale, suddivisi in 20 studi diversi ma con stessi obbiettivi e modalità di raccolta dati, andando ad escludere coloro i quali: presentavano una malformazione del pene, lamentavano un membro troppo piccolo o soffrivano di deficit di erezione. Inoltre si è escluso di utilizzare cadaveri e misurazioni portate dai partecipanti, prediligendo quelle effettuate dai ricercatori. Ad ogni partecipante sono state prese le misure del membro e una volta raccolti tutti i dati si è proceduto con il calcolo delle misure medie, ottenendo i seguenti risultati: 13,24 pene teso a riposo, 9,16 cm di lunghezza e 9,31 cm di circonferenza allo stato flaccido e 13,12 cm di lunghezza per 11,66 di circonferenza in erezione, ottenuta tramite autostimolazione, visione di film pornografici o iniezioni di prostaglandina.

I nomogrammi prodotti possono essere utili sia nell’ambito della ricerca che in quello clinico per determinare la discrepanza tra come un uomo pensa di essere posizionato sul diagramma e la sua posizione reale attuale, ovvero tra la misura che un uomo pensa di avere e quella che possiede in realtà: così come un maschio potrebbe pensare erroneamente di avere un pene tendenzialmente piccolo, un altro potrebbe immaginare l’esatto opposto.

COMMENTO

La ricerca ha il merito di rappresentare lunghezza e circonferenza del pene in nomogrammi da utilizzare come tavole orientative per quei professionisti (sessuologi, andrologi) che si occupano del sostegno agli uomini che soffrono della cosiddetta “Sindrome del pene piccolo”, ovvero un problema psicologico legato al timore di avere genitali di ridotte dimensioni e che può sfociare addirittura in dismorfofobia. Consentire ai soggetti che presentano questa difficoltà di avere uno strumento di confronto e di individuare il proprio posto lungo la linea del nomogramma è importante, perché consente agli uomini di paragonarsi, nel bene e nel male, con la varietà di misure presenti in natura (o almeno quelle parziali recuperate) e capire se rientrano nella media o si discostano da essa verso gli estremi (misure piccole – misure grandi). Quello delle misure è una vera e propria fissazione per la maggior parte degli uomini, costantemente preoccupati che il loro pene non sia abbastanza lungo o largo per far godere il partner. Può capitare che in una coppia lui presenti misure molto maggiori rispetto alla conformazione genitale della donna: questo potrebbe essere un problema agli inizi perché poi, penetrazione dopo penetrazione, la vagina si abitua al diametro penieno. D’altro canto un pene dal diametro importante potrebbe creare problemi in caso di sesso anale, in quanto l’orifizio in questione è molto meno elastico rispetto alla vagina e necessita di tempi molto più lunghi per adattarsi. Per quanto riguarda la lunghezza, un pene troppo lungo potrebbe essere fastidioso per la partner perché la punta colpendo ripetutamente la cervice, ovvero la porzione inferiore dell’utero e che si affaccia alla parte superiore della vagina, procura forti fitte di dolore. Al contrario i peni al di sotto delle misure standard non presentano particolari problemi perché la vagina è sensibile per i primi quattro centimetri. La natura ha fatto sì che entrambi i genitali siano rispettivamente adattabili e così come nell’uomo anche nella donna esiste un’ampia gamma di misure. Alla fine, a pensarci bene, è questione di compatibilità anatomica: basta solo trovare l’incastro giusto!

Nonostante lo sforzo di raccogliere oltre 15.000 partecipanti e di misurare i loro genitali, la ricerca non può comunque essere considerata rappresentativa per i limiti ammessi dagli stessi ricercatori: in primo luogo la temperatura atmosferica che avrebbe potuto variare le dimensioni del pene a riposo, a seguire il livello di eccitazione sessuale durante la misurazione in erezione e la presenza di un’eventuale eiaculazione precoce. Inoltre sono state condotte un maggior numero di misurazioni di pene allo stato flaccido piuttosto che in erezione, questo significa che solo ad alcuni uomini è stato valutato il pene in entrambi gli stati e/o in entrambi i modi (lunghezza, circonferenza). Inoltre la ricerca non consente di individuare delle differenze sostanziali tra le misure dei genitali delle varie razze umane essendo la maggior parte dei partecipanti caucasici e medio-orientali. Per avere uno studio trasversale scientificamente più preciso e credibile sarebbe il caso di allargare la ricerca alla totalità delle razze umane esistenti. Progetto ambizioso, certo, e forse a tratti impossibile da realizzare.

Federica Casnici

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